19
mag
13

ZeroZeroZero: Pensieri e sensazioni

Non è decisamente Gomorra. Gomorra raccontava di qualcosa che conoscevo e si parlava del mio territorio. No, ZeroZeroZero è una creatura diversa, una creatura strana, complessa, contorta, ma che ti avvolge in una specie di oscurità, come se stessi sprofondando nel buio. La stessa oscurità in cui è sprofondato Saviano, quasi a volerla condividere con me.

zerozerozero

Sono due giorni che ho finito di leggere ZeroZeroZero di Roberto Saviano ed ancora lì, come uno spettro cupo che ti fissa immobile. Il confine tra leggere e divorare un libro in questo caso è molto sottile, dopo aver letto ad un ritmo forsennato, facendomi inondare di ogni singola parola, evento, nome, metafora e storia narrata in quel libro non riesco ancora a togliermelo da dosso.

 E’ un po’ come se lo stessi digerendo in questo momento, come se stessi cercando di metabolizzarlo per farlo diventare parte di me, cercando di trovare per quei fatti un posto nel microcosmo che è la mia mente. Eppure non è facile. Non è facile riuscire a cogliere nella usa completezza quel libro. Non voglio avere la presunzione di parlare di questo libro come se fossi un critico d’arte, pronto a sminuzzare e smontare ogni singola parte di un libro per decidere se è papabile per far parte dell’ Olimpo sacro delle opere massime o più semplicemente riassumerlo in una “becera opera da quattro soldi”; anche se ho sinceramente provato a leggere qualche recensione, a chiedere opinioni, cercare di cogliere le opinioni degli altri e ho trovato un quadro variegato: Da chi lo considera un pessimo libro scritto male, a chi invece lo apprezza e lo considera un ottimo libro.

Eppure quello che le persone dimenticano è che non è un romanzo, non è un reportage, non è niente. Non è un libro canonico che può  essere tranquillamente etichettarlo e confrontarlo per cercare di coglierne le qualità. E’ un libro che va letto per quello che è; un libro che deve essere colto, smantellato e compreso, un libro che ha il solo scopo di metterti su un piatto d’argento quello che i tuoi occhi non possono e non vogliono vedere. Farti capire che c’è un mondo dentro al mondo e che devi assolutamente conoscere, perché in questo mondo dove l’informazione regna sovrana, l’ignoranza è peccato, e in questo senso ha centrato il bersaglio. Molto spesso ho cercato di mia spontanea volontà di cercare alcune delle notizie riportate da Saviano, di cercare di comprendere meglio, ho messo in gioco le mie conoscenze tecniche per comprendere meglio la Cocaina dal punto di vista chimico, ho cercato di elaborare le informazioni che mi sono arrivate.

Saviano è un grande scrittore ? Non lo so, non sono un esperto, non credo di avere le competenze per dirlo. Ma penso che scrivere ha un obbiettivo: trasmettere qualcosa. Che sia un’emozione, che sia una storia, che sia un’informazione; se è capace di farti sentire come se avessi ricevuto un pugno in faccia, lasciandoti addosso la stessa inquietudine che avevi quando lo stavi leggendo, allora ha raggiunto il suo scopo.

07
apr
13

Donne

Le Donne. Decisamente un gran bell’argomento da scegliere. Ognuno di noi potrebbe stare ore e ore a parlare dei pregi e dei difetti delle donne, Elogiandone i pregi ed i difetti…ricordando esperienze e fatti che ci sono stati raccontati.

Ultimamente sto leggendo un libro che si chiama “Storie di Ordinaria Follia” di Charles Bukowski e devo essere onesto, è un libro che davvero mi ha preso. Storie di Ordinaria follia è una raccolta di racconti in cui Bukowski narra della sua vita (con una buona dose di fantasia) e parla delle sue esperienze, delle donne che ha avuto e delle persone che ha incontrato. Di fronte ad un libro così, di fronte a certi racconti, come faccio a non rivolgermi una domanda come “Cosa sono per me le donne ?

Le donne. Ammetto di non essere mai stato un playboy nella mia vita e ho sempre avuto un rapporto di odio e amore con loro ma mi affascinano tutte. Ogni donna ha un potere immenso di cui, forse, nemmeno ne è consapevole. Una sorta di energia magnetica, capace di orientarti in una direzione precisa. Ci sono donne il cui fascino è così potente che basta un solo loro sguardo e per perdersi completamente in loro. Impazzisco solo per il modo in cui i capelli incorniciano i loro volti, per la forma delle labbra, per la loro eleganza…per il profumo che emanano. A volte sono capaci di sconvolgerti la giornata solo sfiorandoti con la loro mano. Trovo  qualcosa di mistico in loro, una magia elegante e potente che risiede nei loro occhi.

Il mistero degli occhi delle donne mi farà arrovellare l’anima per il resto dei miei giorni. Com’è possibile trovare in mille occhi diversi, mille sfumature diverse, mille essenze. mille colori, diecimila anime. L’essenza della loro bellezza è nella loro unicità. Ho sempre pensato che ogni donna è bella perché lo è in modo unico e di fronte alla loro forza, alla loro bellezza prepotente, non ci si può che sentire disarmati e finora ho sempre trovato conferma.

Certe volte si parla di donne dal cuore spezzato. Eppure, sarà per il Machismo che viene tramandato di generazione in generazione, non si parla mai degli uomini dal cuore spezzato.
Molto spesso è proprio in questa forza insita nelle donne, inconsapevole, usata in maniera spropositata a far danni in noi uomini. Certo, gnuno di noi ha avuto le sue batoste. che siano uomini o donne, abbiamo tutti avuto la nostra dose. La mia l’ho avuta (e forse devo ancora averne un altro po’) e di donne che mi hanno deluso ce ne sono state, e continueranno ad esserci, non lo escludo. Ma non posso fare a meno di continuare ad amare le donne, per i loro pregi, e sopratutto per i loro difetti.

23
mar
13

Elaborazione di un disagio

In questo periodo mi sono guardato molto attorno e mi sono soffermato così tanto da dimenticarmi di tutto il resto. Così sono ritornato in me ho provato a scrivere qualche riga.

Respiro una forte aria di cambiamento, come se si fosse liberata un’coscienza globale che, adirata, scatena la sua furia su tutto ciò che incontra sul suo cammino. Quello che vedo è una disillusione trasformata in sicurezza. Una disillusione legata principalmente agli ultimi difficili anni che il mondo moderno sta attraversando. Quello che noto è un tentativo disperato di rifugiarsi in paradisi ideologici, fatti di certezze a breve termine, di grandi promesse e di incontri pubblici e fatta anche di indifferenza, di accettazione incondizionata e di aggressività latente.

In questo blog ho sempre voluto parlare di quello che succedeva in me ed intorno a me. No, non voglio fare discorsi politici, non è questo il posto adatto per farlo.  Ma sento il bisogno di parlare di questo disagio che va avanti da mesi. Un disagio che si fa sempre più profondo e complesso. Quello che sta succedendo in me è una sensazione di incomprensione verso certe figure che tutti osannano come salvatrici e verso questa fiducia cieca e quasi mistica messa nelle mani del primo che capita. Ho l’impressione che il senso critico stia lentamente scemando, quasi come se l’istinto, fosse l’unico modo per compiere scelte sensate, mettendo al bando la logica e la riflessione. E’ davvero così facile abbandonarsi alle idee di massa, ai luoghi comuni e alle frasi fatte ? E’ davvero così facile accettare argomentazioni non argomentate, idee belle in teoria e inconsistenti nei fatti ? E’ davvero così facile cambiare il mondo davanti ad un computer ?

No. Non voglio crederlo. Ho sempre pensato alla tecnologia come ad una protesi, uno strumento che, adeguatamente usato, può fare tanto per il futuro dell’umanità. Ma fa parte del mio essere che il mondo si cambi accarezzando chi ha bisogno di una carezza, facendo ridere chi ha bisogno di un sorriso. Il mondo si cambia modificando la struttura della società, iniziando in prima persona ad abbattere i muri e ricostruendoli.

17
feb
13

Musica

Mi lascio andare alle note soffici di Yann Tiersen e inizio finalmente a provare piacere.

La musica. Se pensiamo che tutta la musica del mondo si rifà alle stesse sette semplici note e alla creatività delle persone abbiamo trovato un modo davvero originale per esprimerci. Un qualcosa di ancestrale, una forza primordiale, capace di esprimere la profondità delle persone, partendo dalle origini, alle attuali sperimentazioni.
Oggi la musica si fa strumento e, piegata all’artista  si evolve e si deforma aderendo perfettamente alle persone, acquisendo moltitudini di significati e di forme.
La musica è come l’acqua. Sinuosa, dolce, dura, morbida, dura, calda e fredda. La musica può essere complessa e articolata e (allo stesso tempo) semplice e lineare.

Oggi la musica si sta evolvendo in maniera decisamente particolare, smettendo di crescere ed iniziando a contaminarsi, assorbendo nuova linfa da qualsiasi cosa e modificandosi fino ad assumere nuove forme e nuovi confini.

Io, da buon ascoltatore, non disdegno niente e cerco sempre di essere quanto più aperto possibile, ma negli ultimi anni, c’è troppo consumo. Niente è pensato per durare, niente è pensato per restarti addosso in eterno, ma è pensato per sparire subito e fare posto a qualcosa di nuovo.
…E forse un po’ mi mancano quelle canzoni che ti fanno venire i brividi solo pensandole…quelle canzoni che ti fanno pensare “come diavolo ha fatto questo a inventarsi questo riff” o “questo testo è fenomenale”. Mi mancano quegli artisti, non sempre bellissimi, che sono capaci di essere dei messaggi viventi, di essere simboli, di essere come uno di famiglia. La cosa ironica è che nel mondo dei social Network, gli artisti sono sempre più lontani dalle persone.

Scrivendo questo mi accorgo di essere un nostalgico. Di pensare alla musica (come su tante altre cose) con un tono di malinconia….sarà perché su certi aspetti traggo rassicurazioni dalla musica, dai libri…e da tutto ciò che racconta una storia.

30
gen
13

La vera Prigione

Ken Saro Wiwa era uno scrittore, poeta, produttore televisivo, attivista Nigeriano. Lottava per la sua terra e per ridare dignità al suo popolo. Accusava Le grandi compagnie petrolifere di sfruttare le ricchezze e di devastare il territorio africano. Ken Saro Wiwa muore impiccato nel 1995. Nessuno ti ha dimenticato.

La Vera prigione

Non è il tetto che sgocciola

Né le zanzare che ronzano

Né la cella sordida, umida

Non è la serratura che scatta

Quando il secondino ti rinchiude

Non è la razione miserabile

Indegna di bestia o uomo

Nemmeno il vuoto del giorno

Che affonda nel nulla della notte

Non è

Non è

Non è.

È la bugia martellataci

Nelle orecchie da generazioni

È la furia omicida della gente

Che esegue duri ordini disastrosi

In cambio di un pasto schifoso al giorno

Il magistrato che registra agli atti

Una condanna che sa immeritata

La rovina morale

L’insipienza mentale

La carne dei dittatori

Codardia vestita da obbedienza

In agguato nelle nostre anime denigrate

È la paura che inzuppa i calzoni

Che non osiamo lavare

È questo

È questo

È questo

Caro amico, che trasforma il nostro mondo

Libero

In una squallida prigione.

27
gen
13

Sogno II: Cosa voglio dirmi ?

I sogni portano successivamente a galla, nel corso del trattamento, i contenuti dell’inconscio per esporli alla forza disinfettante della luce del giorno, riscoprendo anche elementi importanti creduti perduti.

 (Carl Gustav Jung)

Ultimamente faccio sogni assurdi. Sogno persone, situazioni, luoghi e posti. Sto facendo sogni di cui non riesco a capire il senso e del motivo. Troppo assurdi e soprannaturali per poter essere capiti ? Non lo so.

A volte apriamo dei veri e propri vasi di Pandora. Ho già parlato di sogni in un post (pubblicato qui) in cui riflettevo sul fatto che non sognassi praticamente mai. Credo che proprio quel riflettere dei sogni, sul loro significato e della loro natura, ha riaperto in me qualcosa, portandomi all’interno di un mondo che credo di avere quasi dimenticato.

Ho sognato di essere in una macchina guidata da un mio ex compagno di scuola che non vedo da secoli e l’ho indirizzato senza saperlo verso una vasca di liquami. Ho sognato esami assurdi, in cui un professore mi proponeva risposte strampalate a domande banali e ho sognato persone. Molte persone. In alcuni sogni addirittura raccontavo ad altri personaggi quello che avevo sognato qualche istante prima con la consapevolezza che quello fosse un sogno e mille altri sogni di cui davvero non riesco a coglierne il senso e Non riesco davvero a capire.

Se è vero che il sogno sia un modo che ha il cervello per dirmi qualcosa, non so davvero cosa io voglia dire a me stesso. E se fosse una richiesta di fuga ? Una richiesta di cambiamento ? Mi rifugio in mondi assurdi, dove capitano cose che nella realtà dubito che succederebbero. Vivo cose che davvero non saprei spiegarmi e che mi lasciano quella sensazione di irrequietezza, come se fossi in obbligo di tradurre il senso di quelle parole. Forse semplicemente un modo per alleggerirmi dello stress di questa vita mediocre e monotona e ho bisogno di credere nel significato nascosto all’interno di essi. Forse ho bisogno di sapere che me stesso vuole comunicare con me. L’unica cosa di cui sono certo è che è partito tutto da quando ho preso coscienza del mio “non-sogno”

 

Cosa voglio dirmi ?

01
gen
13

Never Stop Searching.

Alle porte di un nuovo anno, e sto qui, a pormi come al solito le mie quattro-cinque domande. Dovrei ogni tanto ad appannare qualche pensiero ogni tanto. Comunque sia ora che ci sono è il momento di sguinzagliare un po’ tutto quello che si sta dimenando dentro di me da qualche ora, sotto le note di “Il ballo del Fallito” Di Alessandro Mannarino.

Devo uscire da me stesso e liberarmi della nuova prigione che mi sto costruendo. Sto riprendendo a sigillarmi, ad chiudermi in una scatola per non uscirne. Sto sviluppando un rifiuto idiosincratico per il mondo e sto iniziando, come una spugna, ad assordire in maniera errata tutto quello che vedo e che sento. Sto tornando ad anni fa, un misantropico essere che respingeva con forza qualsiasi cosa venisse dall’esterno.

Non voglio essere così.

Credo che il succo della faccenda sia “Never sto searching” Mai smettere di cercare. Questa frase l’ho trovata scritta sul video celebrativo del 2012 fatto da Google quest’anno, e mi è rimasta impressa come non mai. Credo che quello che ha reso l’essere umano capace di compiere grandi gesta, sia la sua innata tendenza alla ricerca, all’auto miglioramento. La capacità di porsi un obbiettivo e cercare di portarlo a termine.

Se oggi siamo riusciti ad andare nello spazio… se abbiamo creato l’arte, la religione…è tutto dovuto all’innaturale istinto dell’uomo di evolversi, di capire e di raggiungere nuovi traguardi. Siamo animali bellissimi, dotati di capacità che neanche ci sogniamo di avere. Siamo capaci di tutto, e per quanto a volte usiamo male questa nostra innata abilità, abbiamo fatto grandi cose.
Ecco. Voglio essere un buon essere umano, voglio fare grandi cose, magari non quest’anno, ma voglio gettare le basi. Voglio lasciare il segno, voglio contribuire alla spinta verso le stelle dell’umanità.




Frank Bicchiere

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