Come ti vorrei

ti ho scritto una lettera
e l’ho buttata via
come ti vorrei
scende la sera
e il cielo imbarazzato
arrossisce di vergogna
come ti vorrei
guardo dentro me
e vedo solo te
mi basta un tuo sorriso
uno soltanto
per sentirmi bene
per mesi … mesi
in quel sorriso
c’è tutta la bellezza del mondo
anche di più
ti ho scritto una lettera
e l’ho buttata via
come ti vorrei
per il momento
quando mi sento solo
io mi accontento
di confidare il tuo nome
alle pareti, a voce alta
come se fossi qui
nei risvegli dell’estate
nelle sere tristi d’autunno
negli inverni del cuore
nelle primavere
così lontane, così vicine che …
non è mai abbastanza
come ti vorrei
mi basta un tuo sorriso
uno soltanto
per sentirmi bene
per mesi … mesi
in quel sorriso
c’è tutta la bellezza del mondo
anche di più
come ti vorrei
ma per quanto io cerchi
fra milioni di parole
vorrei dirti cose
così semplici che …
che quasi sempre
preferisco stare zitto

 

Pierpaolo Capovilla  -Come Ti Vorrei



La Pace

La Pace

“La grande natura delle solitudini, nel cui cuore si nasconde il nido degli uomini, immerge nel suo calore, nella sua luce e nel suo profumo le loro piccole miserie, cosí che esse non prevalgano con il proprio odore. Ma la natura non si toglie mai il manto di tristezza. Fino a metà estate vaga su tutta la terra come una speranza, ma, prima ancora che venga soddisfatta, si trasforma in una vibrazione di ricordo. (Frans Eemil Sillanpää)”

Ad Uso e Consumo.

Ero in Piena crisi. Confusione,paura,totale sviluppo del mio essere, e stavo adempiendo al mio dovere di umano: Ritrovarmi. Stavo imparando tante cose (su di me e sul mondo) cose che mi stavano aiutando a migliorare la qualità della mia vita interiore e che , potenzialmente, potevano aiutare le altre persone. Volevo mettere tutto nero su bianco perché volevo lasciare qualcosa, perché non volevo dimenticare.

Poi un giorno mi hanno consigliato di scrivere i miei pensieri in quadernino e così i primi di gennaio ne presi uno e iniziai. Mi diedi un Ri-benvenuto a me.

Oggi sto bene ma dentro di me, nei reconditi angoli della mia mente, c’è ancora un po’ di paura. Paura di sbagliare, di ritornare ad essere quel guscio umano. Avevo bisogno di un ancora, il quadernino.

“Ricordo perché ho pensato questa cosa” Mi dicevo mentre lo rileggevo. “ Si, questo me lo dico ancora” continuavo…tutto era lì…alcune delle mie risposte, della mia gioia e della mia felicità.

Tutto e in quelle pagine, conservato con cura dall’inchiostro e dalla carta e non buttato in un server. Lasciato morire per sempre, senza alcuna utilità.

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Vaffanculo

Ci sono momenti in cui ti guardi nello specchio di un pub, sei da solo, con i pensieri addosso e i problemi alle calcagna. Ed è in quel momento in cui si rompe qualcosa dentro di te, un sistema di forze in equilibrio perturbato. E l’unica cosa che ti viene da dire è vaffanculo.

 

Vaffanculo a chi si ritiene VIP su un social network e si ritiene in grado di poter giudicare gli altri dall’alto dei loro follower e dei loro like. Cosa fate di realmente costruttivo per la società a parte martirizzare il primo VIP deceduto ?

Vaffanculo a chi sembra disinteressato a quello che dici: ascolto ogni fottuta cosa che avete da dirmi e fate almeno di finta di interessarvi di me.

Un vaffanculo a chi ti da del criminale per una questione di idee politiche. “Sei omertoso con quelli che hanno distrutto il paese” vai a farti fottere, eravamo dalla stessa parte e mi chiamavi “compagno” cos’è all’improvviso sei diventato sua santità ?

Vaffanculo chi difende qualcuno sempre e comunque: la critica è fondamentale per migliorarsi idioti !

Un vaffanculo a chi sostiene le teorie del complotto: vivete di aria fritta e non sapete nemmeno di che state parlando.  Oh e non dimentichiamoci di quelli che sono contro la sperimentazione animale:”avete firmato un referendum su una pratica che è già illegale“.

Un vaffanculo agli amici di una volta, che non avete mai neanche una volta chiesto come sto, non mi avete mai neanche mandato un messaggio per sapere se sono vivo.

Vaffanculo ai cattolici, ai protestanti e agli atei: che diavolo ve ne frega quali sono le mie idee sulla religione ? Per quanto mi riguarda potete anche credere in un gigantesco mostro di spaghetti volante e vivrei uguale.

Un vaffanculo a chi ho messo il cuore in mano e me lo ha distrutto. Sono sopravvissuto anche senza di voi, grazie mille.

Ma un vaffanculo va te, Francesco, che nella tua venticinquesima ora ti accorgi di non essere tanto diverso dagli altri, che hai gli stessi difetti e gli stessi pregi, e dentro di te lo sai che puoi cambiare tutte le identità del mondo, ma resterai sempre quel puntino invisibile in un mare di 7 miliardi di persone.

Gioia

Gioia una canzone di Tommaso Primo.
Gioia ca’ ‘a sera arriva ‘ngopp’ ‘o barcone
pazzea cu’ l’acqua ‘e mare
e trase ‘ndo core acciso de’ perzone
‘ngopp ‘a stu munno amaro
Gioia che ‘a sera trase dinto a nu vascio
‘nzieme ‘e suonne, ‘nzieme ‘e paure
e chi ‘a notte tene l’arraggio
e po’ fa capa e muro
Gioia ca’ cade ‘a cielo comme ‘na stella
e canta ‘a nonna nonna
e fuje ‘a ‘nde penziere da ‘cchiù bella
quanno s’aiza ‘a gonna
Gioia ‘e chi ‘a notte nun ‘ffa ‘cchiù ‘o mestiere
e cerca chiano ‘e scalà ‘o funno
‘ngopp’ ‘a sti vicole de’ quartieri
sta chi vò cagnà ‘o munno

Gioo-o-ia,
ca’ vene e se ne va
ascarfa ‘nzieme ‘o sole
chi nun sente ‘cchiù dolore
Gioo-o-ia,
p’ ‘e strade e p’ ‘e città
s’ammesca cu ‘e parole
‘e chi te dice ammore

Gioia ‘e chi aderoppo tiempo trova ‘a fatica
‘e po’ crescere ‘e figlie
Gioia ‘e chi se sceta e tene n’amico
che glie da nu’ cunsiglio
Gioia ‘e chi se vasa sott’a luna
allucca forte ammore mio
‘e chi fa pace cu’ ‘a fortuna
e ‘a notte ‘ncontra ‘a ‘Ddio

Gioo-o-ia,
ca’ vene e se ne va
appriesso ‘a chi conta ‘e storie
e bell’ ‘e ‘bbuono more
Gio-o-ia,
è un figlio che verrà
l’allucco chieno ‘e foja
‘e chi ce crede ancora
Gioia ‘e chi se ne fotte
‘e tutte ‘e ghiuorne votta a campà
chi capisce pe’ primmo che ‘a vita ce sfotte
e po’ … vò sulo pazzià…
Gioia ‘e chi se spoglia annure
abbraccia ‘a ‘ggente pe’ ‘nmiezo ‘e ‘vvie
Gioia ‘e chi nun tene paura do’ scuro
e dice chesta ‘e ‘a casa mia

Adounabi kén deukoufi ,
lo fi guisse dafay diekh.
Sofi guisse koula beugue,
kou la beugue nguir yallah,
Japaleko mou japalela,
nguene anda sey mou nekh
lo fi guisse dafaye diekhe, dafay diekh, dafay diekh

Gioo-o-ia,
‘e chi nun sape che ‘ffa
aspetta tutt’ ‘e notte ‘e te tenè vicino
e po-o-o,
appriesso ‘o suonno va
vedendo te ca’ tuorne ‘nda luce da matina

L’arte dell’Ironia

Mi rendo conto che leggendo questo blog, si possa aver sviluppato nel tempo l’idea di un Francesco Triste, infelice e malinconico, propenso alla depressione e tendente al percepirsi come un entità completamente separata dal resto del mondo, incompreso e odiato e di tanto in tanto, con una propensione verso all’ottimismo e alla voglia di costruire.
Al contrario, chi con me ci studia, ci lavora e ci ragiona, ha un opinione profondamente diversa: Ironico, amante del nosense e di tutto quello che provoca fastidio e confusione nell’interlocutore, spensierato, allegro, amante delle scienze e appassionato di qualsiasi cosa possa essere grottesco e strano, amante di notizie strane da ama raccontare per suscitare stupore.

Entrambi questi mondi (a parte qualche eccezione) si ignorano a vicenda, non sospettando che in realtà io sia un collage di due modi completamente opposti di esistere. Una sorta di doppia personalità che vivono a fasi alterne, che colgono aspetti diversi della vita, in una sorta di osmosi che si traduce nel riproporre la stessa tematica in salse completamente nuove.

Ho sempre avuto un’idea ben precisa di ironia e di umorismo, molto spesso mi sono ispirato all’umorismo di tipo Pirandelliano: Un umorismo a tratti drammatico, molto vicino al black Humor. Mi piace scherzare citando, imitando e riproponendo qualcosa che ho letto e apprezzato in passato. Mi piace parlare di storia, di chimica e di letteratura ridicolizzando e beffeggiando gli argomenti, trasformandoli in storielle assurde e divertenti, divertendomi (tra l’altro) da morire nel vedere le espressioni perplesse delle persone che, giustamente, si chiedono se il mi stato di salute mentale sia buono.
Molto spesso tematiche affrontare scherzosamente diventano per me argomenti seri, materia su cui elaborare e trarre delle conclusioni non indifferenti.

Per me l’ironia è uno strumento estremamente potente, in grado di spiazzare le persone e metterle di fronte alla realtà della vita: “Niente è da manuale, niente è teorico, ma puoi trovarti di fronte qualcuno che ti sta dicendo una sciocchezza in modo convincente e se non te ne rendi conto, rischi di fare brutte figure

Perché non c’è niente di più divertente che improvvisare un fatto, con dettagli annessi e connessi, e leggere il terrore negli occhi dell’altro, tant’è che spesso non vengo nemmeno preso sul serio. E la cosa mi sta bene. Chi mai vorrebbe essere costantemente preso sul serio ? A volte non sarebbe bello poter parlare liberamente e lasciare agli altri di decidere quanto di quello che è stato detto sia vero ? La cosa veramente bella però è sapere che alcune persone imparano a conoscerti e a distinguere il confine tra la mia ironia e la mia realtà, diventando essi stessi parte del mio mondo meta-ludico, basato sull’arte dell’ironia improvvisata e dell’assurdo.

ora però vi rigiro il tema. Che tipo di Ironia avete ?

L’universo Parla

Quando mi sono accorto di essere l’artefice delle mie sconfitte  ho iniziato un percorso per ritrovare quel me stesso che mi permetteva una vita tranquilla,ero in un Loop,E uscirne mi ha fatto scoprire delle cose di me, dei meccanismi: mi sono accorto che il mio inconscio aveva più buon senso del mio Io.

“Che cazzo stai a fa?” 

mi diceva

“Non è così che si fa ad essere felici!”

mi ripeteva

“Ma non vedi come ti stai riducendo?e svegliati,cazzo!

Tutto sta nel tornare a casa, no?

Dico questo perché la rivoluzione che è in atto dentro di me  aveva bisogno di strumenti che in parte avevo messo da parte ma, cosa non indifferente, dovevo cercarne altri.

E questo l’universo lo sa.

Non sono pazzo, o almeno non ancora,e no! non sono nemmeno una persona religiosa!Forse è solo la mente umana,che è abituata a collegare le cose o forse c’è un qualche Dio che si interessa di questioni minori, non lo so, ma ho la sensazione che l’universo parli e che ti dia delle dritte:

Incontrare una persona che ti sappia ascoltare, vedere un film per caso, leggere un libro, lavorare..

tutto converge nel fine ultimo, che è la felicità.

Orione-nebulosa-hst

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