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Ad Uso e Consumo.

Ero in Piena crisi. Confusione,paura,totale sviluppo del mio essere, e stavo adempiendo al mio dovere di umano: Ritrovarmi. Stavo imparando tante cose (su di me e sul mondo) cose che mi stavano aiutando a migliorare la qualità della mia vita interiore e che , potenzialmente, potevano aiutare le altre persone. Volevo mettere tutto nero su bianco perché volevo lasciare qualcosa, perché non volevo dimenticare.

Poi un giorno mi hanno consigliato di scrivere i miei pensieri in quadernino e così i primi di gennaio ne presi uno e iniziai. Mi diedi un Ri-benvenuto a me.

Oggi sto bene ma dentro di me, nei reconditi angoli della mia mente, c’è ancora un po’ di paura. Paura di sbagliare, di ritornare ad essere quel guscio umano. Avevo bisogno di un ancora, il quadernino.

“Ricordo perché ho pensato questa cosa” Mi dicevo mentre lo rileggevo. “ Si, questo me lo dico ancora” continuavo…tutto era lì…alcune delle mie risposte, della mia gioia e della mia felicità.

Tutto e in quelle pagine, conservato con cura dall’inchiostro e dalla carta e non buttato in un server. Lasciato morire per sempre, senza alcuna utilità.

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Never Stop Searching.

Alle porte di un nuovo anno, e sto qui, a pormi come al solito le mie quattro-cinque domande. Dovrei provare ad appannare qualche pensiero ogni tanto. Comunque sia ora che ci sono è il momento di sguinzagliare un po’ tutto quello che si sta dimenando dentro di me da qualche ora, sotto le note di “Il ballo del Fallito” Di Alessandro Mannarino.

Devo uscire da me stesso e liberarmi della nuova prigione che mi sto costruendo. Sto riprendendo a sigillarmi, ad chiudermi in una scatola per non uscirne. Sto sviluppando un rifiuto idiosincratico per il mondo e sto iniziando, come una spugna, ad assordire in maniera errata tutto quello che vedo e che sento. Sto tornando ad anni fa, un misantropico essere che respingeva con forza qualsiasi cosa venisse dall’esterno.

Non voglio essere così.

Credo che il succo della faccenda sia “Never sto searching” Mai smettere di cercare. Questa frase l’ho trovata scritta sul video celebrativo del 2012 fatto da Google quest’anno, e mi è rimasta impressa come non mai. Credo che quello che ha reso l’essere umano capace di compiere grandi gesta, sia la sua innata tendenza alla ricerca, all’auto miglioramento. La capacità di porsi un obbiettivo e cercare di portarlo a termine.

Se oggi siamo riusciti ad andare nello spazio… se abbiamo creato l’arte, la religione…è tutto dovuto all’innaturale istinto dell’uomo di evolversi, di capire e di raggiungere nuovi traguardi. Siamo animali bellissimi, dotati di capacità che neanche ci sogniamo di avere. Siamo capaci di tutto, e per quanto a volte usiamo male questa nostra innata abilità, abbiamo fatto grandi cose.
Ecco. Voglio essere un buon essere umano, voglio fare grandi cose, magari non quest’anno, ma voglio gettare le basi. Voglio lasciare il segno, voglio contribuire alla spinta verso le stelle dell’umanità.