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Ad Uso e Consumo.

Ero in Piena crisi. Confusione,paura,totale sviluppo del mio essere, e stavo adempiendo al mio dovere di umano: Ritrovarmi. Stavo imparando tante cose (su di me e sul mondo) cose che mi stavano aiutando a migliorare la qualità della mia vita interiore e che , potenzialmente, potevano aiutare le altre persone. Volevo mettere tutto nero su bianco perché volevo lasciare qualcosa, perché non volevo dimenticare.

Poi un giorno mi hanno consigliato di scrivere i miei pensieri in quadernino e così i primi di gennaio ne presi uno e iniziai. Mi diedi un Ri-benvenuto a me.

Oggi sto bene ma dentro di me, nei reconditi angoli della mia mente, c’è ancora un po’ di paura. Paura di sbagliare, di ritornare ad essere quel guscio umano. Avevo bisogno di un ancora, il quadernino.

“Ricordo perché ho pensato questa cosa” Mi dicevo mentre lo rileggevo. “ Si, questo me lo dico ancora” continuavo…tutto era lì…alcune delle mie risposte, della mia gioia e della mia felicità.

Tutto e in quelle pagine, conservato con cura dall’inchiostro e dalla carta e non buttato in un server. Lasciato morire per sempre, senza alcuna utilità.

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Ansie e dintorni

Avere il dubbio di aver indicato il numero di matricola giusta sui moduli dell’università, l’ossessione di aver messo a posto qualcosa, il pensiero martellante di non dimenticarsi qualcosa. Ansie ansie ansie. Troppe Ansie. Questa stramaledetta sensazione di dover essere costantemente perfetto, di avere il dubbio di aver commesso qualche errore che potrebbe rivelarsi fatale.Immaginare l’impossibile, cretinate assurde ed essere consapevole della futilità delle mie idee.

Ma come si fa ? Ma come fate a viver con tutta questa nonchalance ? Io non riesco a fare due passi senza chiedermi cosa ha pensato il tizio che ho incrociato il giorno prima in quello stesso punto. Non ce la faccio più. Mi sembra di essere imprigionato in una sequenza infinita di gesti che ripeto nella mia mente per essere sicuro di quello che ho fatto. Un continuo assicurarmi di stare tranquillo perché, diamine, cosa può mai succedere se un modulo ha una imprecisione ?

Devo imparare a essere più tranquillo. L’ansia mi domina e mi rovina la vita, mi blocca e mi impedisce di fare le cose normalmente. E’ come se fossi schiavo di me stesso. Maledetta insicurezza. Se solo avessi più autostima, riuscirei a vivere decisamente meglio. Ma come fai ad essere sicuro di te stesso, quando il mondo intorno a te non fa altro che sottolineare le tue incapacità, ti ignora e ti scarta.

Come faccio a sentirmi sicuro se tutti sembrano volermi evitare, se nonostante mi interessi degli altri, a nessuno sembra importare di me.

Questa mia follia personale deve finire. Non si può.

lettere

Oggi provo a scriverti una lettera, immaginando di averti già incontrata. Immagino di tagliare con un colpo di forbice tutto lo spazio e il tempo che ci separa e provo a dirti un paio di cose, giusto per essere sicuro che un giorno leggerai le parole di un povero cristo che a ventitré anni suonati è nel bel mezzo di una guerra esistenziale.

Parlo di guerra esistenziale perché ancora non so di avere un futuro. Io proprio non riesco ad immaginarmi come sarò tra cinque, dieci, quindici anni e non so se ci sarà qualcuno con me. Però vorrei che ci fossi. Vorrei averti con me, mia cara compagna. Cercarti non è facile. Potresti essere ovunque: in un bar seduta a sorseggiare un caffé, su un’autobus, su un treno…potresti anche essere dall’altra parte del mondo per quello che posso saperne, ma confido sull’elegante intersecarsi di eventi. Sento che si creeranno i presupposti per incontrarci e finalmente viverci come si deve.

Ma scusami per quello che sono. Lo so, non sono l’uomo dei tuoi sogni. Non sono bello alto e prestante. non faccio base Jumping, non vado alle feste e non divento l’anima della festa. Ogni tanto mi sentirai dire cose sbagliate, frasi stupide e considerazioni da idiota che ti faranno infuriare, e le giustificazioni non faranno che farti incazzare, lo so. Ma tu per favore, perdonami. Lo so di essere un completo idiota e che dovrei evitare dire quell che penso. E tu, per favore, non farmi sentire inadeguato. Si, sono profondamente insicuro. Non credo in me stesso e mi salva solo la testardaggine, sii la forza di cui ho bisogno per non perdermi in inutili lamentele.

Per favore, non andiamo in quelle stupide feste in disco dove la gente passa la metà del tempo a fotografarsi, a farsi vedere fighi con i drink fluo e non giudicarmi per questa mia reticenza. E’ che proprio non mi riesce di divertirmi in queste circostanze. Andiamo piuttosto in una libreria a frugare tra i libri, andiamo su una spiaggia, beviamoci una birra e parliamo. Si lasciami dire tutte le cazzate che voglio. lasciami divagare nei miei deliri personali. Lasciami ironizzare su tutto. Io ti ascolterò a prescindere, perché se tu sei con me, io non posso non ascoltarti, non posso non consolarti quando stai male e non posso non condividere i tuoi successi e la tua felicità. Penso che questo sia il minimo, anche se spesso non è poi così scontato.

Ogni tanto fammi un sorriso senza motivo. Lasciami senza parole con i tuoi occhi, accarezzami e dammi un bacio. E io ti ricambierò con una rosa. Non è tantissimo, però ad una cosa delicata rispondo con una delicatezza.

E lasciami essere quello che sono: un pazzo visionario, chiuso in alte mura di cinta, felice di essere circondato da poche persone, bisognoso di affetto. E io Giuro che ti amerò per quello che sei, per i tuoi pregi e soprattutto per i tuoi difetti.

Io intanto vado avanti e aspetto. Ma tu, fatti vedere e non tradirmi.
Francesco.

Conoscersi meglio.

Riprendo aria. Ho passato un’estate da inferno, tra consegne, turni che non finivano più e situazioni spiacevoli di varia natura, ma sono riuscito ad arrivare a settembre. Sono ancora stordito dal cambio di stile di vita che ogni anno devo affrontare, e diventa sempre più complicato riprendere i ritmi da studente universitario.

Quest’anno ho avuto modo di fare tante esperienze. Conoscere persone, capire, toccare annusare…ho conosciuto degli aspetti nuovi di me e mi sono reso conto di essere in grado di fare cose che prima non avrei neanche immaginato.

Ho capito che sono in grado di riuscire a non farmi mettere i piedi in testa da chi vuole approfittarsene. Se solo ripenso a tre anni fa, sono più che sicuro che mi sarei sicuramente fatto trattare come uno zerbino, come uno schiavo. Non avrei mai pensato di riuscire a scontrarmi con una persona per farmi rispettare, mi sono sempre ritenuto un debole, un’incapace di dire di no, un tendente a lasciar fare i comodi degli altri, sopprimendo i miei interessi.

So che ho ancora un universo dentro di me, inesplorato, da cui posso tirar fuori qualsiasi cosa.
Ho avuto la conferma di cosa voglio fare nella vita. Ho capito che posso,lavorando intensamente, imparare a sviluppare il cosiddetto “occhio esperto” che tanti professionisti vantano e che accusano noi giovani di non avere.
Lo so, state pensando che ho molta poca autostima, e forse è vero, ma pensare di avere delle capacità, e trovarsi in una situazione in cui usarle è essenziale sono due cose profondamente diverse, un abisso.

so di poter fare tante cose, so che non sarà un pezzo di carta a definirmi, ma l’insieme delle mie esperienze. Non sarò il miglior studente del mondo, ma so che riuscirò a costruirmi la mia strada, tutto quello che so, tutto quello che ho imparato e le esperienze che sto facendo mi serviranno a qualcosa.

Me lo sento.

Passeggiare al tramonto

Passeggio sulla spiaggia al tramonto. Il cielo si é tinto di un tenue lilla che sfuma nell’azzurro. Un lieve venticello soffia muovendo dolcemente le onde sel mare, la sabbia, sottile, sembra.zucchero a velo e sembra accarezzare la pelle. Mi sento bene. Sono da solo, e le uniche voci che sento sono quelle del vento e quella della mia voce interiore. Mi sento bene. Mi sento come se fossi su un pianeta sconosciuto, esploratore di terre di nessuno, come se stessi parlando a me stesso attraverso la bellezza della natura. Avevo il mare che mi diceva di essere felice, perché la.vita non é una cosa semplice, non é qualcosa che puoi controllare o.cambiare. La vita la scegli poco e ti capita tantissimo, ma ogni esperienza é ricchezza e va bene cosí, perché l’unica ricchezza pe cui vale la pena lottare é quella dello spirito. Perché non c’é niente di peggio di uno spirito morto o in procinto di morire, e non voglio che il mio di spirito muoia. Sorrido, perché mi sento felice, perché i miei problemi sono da qualche altra parte in attesa del prossimo treno, perché se non riesci ad essere felice davanti alla bellezza del mondo, non lo sarai mai piú.